Apertura straordinaria del Museo della Ceramica, sabato 13 aprile, domenica 14 aprile, sabato 20 aprile, domenica 21 aprile in occasione della Settimana dei Beni Culturali.   

 

                          

                                                                                    Museo della Ceramica d’uso a Corneto

Cultura materiale e vita quotidiana tra Medioevo e Rinascimento

Palazzo dei Priori

 

Direzione: Alessandra Sileoni

Delegati alle attività museali: Simona Orrù, Roberto Giovannetti

 

Allestimento: a cura di Alessandra Sileoni con la collaborazione di Alessia Torresi, Marcello Antonj, Simona Orrù, Michela Gemo, Roberto Giovannetti, Antonio Borrini.

 

Studio dei reperti: per la Collezione Cultrera, Alessandra Sileoni, Marcello Antonj, Alessia Torresi, Simona Orrù;

per i butti I, II e IV STAS, Maddalena Volpini, Giovanna Velluti, Daniela Alessandrelli;

per le monete, Federico Gambacorta;

per i resti zoologici, Donatella De Bernardis.

 

Restauro: Raffaella D’Amico, Anna Gruzzi.

 

Riaprire il Museo della Ceramica e accrescerlo con il materiale rinvenuto nei “butti” di Palazzo dei Priori è l’obiettivo che è stato raggiunto dal Consiglio Direttivo che ha amministrato l’Associazione nel triennio 2008-2011, grazie all’attivo interessamento della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e al sostegno della Fondazione Cariciv. Recuperare e vedere esposte queste preesistenze ha significato portare all’attenzione di Tarquiniesi e visitatori la cultura e il modo di vivere della nostra città in quelle lontane epoche. Museo e materiali sono convenientemente illustrati con pannelli a colori e appropriate didascalie, per rendere palese a tutti il valore di queste testimonianze del nostro passato.

            Presidente                                                                                                Prof. Vasco Giovanni Palombini

 

 

Nell’ottobre del 2005, in Piazza del Duomo è stato portato alla luce l’avancorpo del palazzo della famiglia romana dei Savelli. Addossati al poderoso basamento di una torre erano alcuni ambienti, tra cui una cucina seminterrata: si conservavano il piano di cottura con la legnaia, sotto la quale ricadeva un pozzo di butto sigillato, ricco di reperti di diversa natura. Sono state distinte due fasi costruttive, precedenti la distruzione del palazzo avvenuta verso la fine del ‘600: una più antica del XII-XIV sec., periodo di massima affermazione della famiglia per i suoi legami con il papato, e una recente, tra XV e XVII sec., in cui si assiste alla ristrutturazione del complesso.

La cucina ricostruita all’interno del museo si pone come momento evocativo di un sito non più visibile, di cui non vuole essere una riproposizione puntuale ma solo suggerire al visitatore l’aspetto originario, simulando al contempo l’atmosfera di un ambiente di vita quotidiana e, in maniera sugestiva, richiamare aspetti della storia e della cultura di Corneto in età rinascimentale.

 

Sala 1

 

I reperti dei “butti” di Palazzo dei Priori

Tra il 1993 e il 1995, per concessione dell’allora Soprintendenza per l’Etruria Meridionale, la Società Tarquiniense d’Arte e Storia intraprese l’indagine di alcuni pozzi di butto attinenti a Palazzo dei Priori, dei quali solo quello detto “I Stas”, situato di fronte all’entrata del museo, è a tutt’oggi visibile.

Nel 2008, con l’intento di ricontestualizzare gli oggetti rinvenuti in tali bacini e di rendirli fruibili al pubblico, ne è stata presentata formale richiesta di prestito. I reperti in esposizione corrispondono a una minima parte dei ritrovamenti ma certamente la più significativa: ceramiche, vetri, monete, oggetti in osso e metallo che si datano dal XIII al XVII sec.

 

Sala 2

 

La Collezione Cultrera

La raccolta comprende oltre 200 ceramiche e pochi vetri di età medievale e rinascimentale, ritrovati in scavi non controllati di pozzi di butto nel centro storico di Tarquinia.

Nel 1993, per donazione all’Associazione, questa andò a costituire il primo nucleo del museo. Nello spirito di recupero e valorizzazione del patrimonio storico locale che aveva animato l’intera vicenda, si decise di intitolare la collezione all’archeologo Giuseppe Cultrera, figura di spicco nel panorama culturale della Corneto-Tarquinia di inizi ‘900, fondatore e primo presidente della Società Tarquiniense d’Arte e Storia.

Della raccolta sono esposti i pezzi maggiormente conservati, che sebbene avulsi dal loro contesto originario, rappresentano una testimonianza insostituibile per la conoscenza delle produzioni ceramiche che giunsero a Corneto tra XIII e XVIII sec. e dei suoi interlocutori commerciali e politici in tali epoche.


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 


 

 

 

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